domenica 7 marzo 2010

domenica.

"I giardini di marzo si vestono di nuovi colori?" Mah. Oggi io vedo tutto bianco.

sabato 6 marzo 2010

sabato.

Sabato. Di Ian McEwan. E intanto riscopro il decaffeinato. Ne posso bere litri, senza farmi troppo del male!

venerdì 5 marzo 2010

venerdì.

Oggi ho inserito il nome Serena. Un nome cui non ho mai dato peso in vita mia. Senza una ragione, consideravo Serena un nome come tutti gli altri. Poi oggi ho visto passare per strada una ragazza e ho associato subito a lei il nome Serena. Camminava né veloce né lenta. Aveva la faccia rilassata ma attenta. Era curata ma non troppo. Dolce ma anche lucida e precisa. Certo. Serena. Vuol dire qualcosa. Andiamo a cercare su Wikipedia:

Serenità è il termine con cui si descrive la condizione emotiva individuale caratterizzata, a livello interiore ed esteriore, da tranquillità e calma non solo apparente, ma talmente profonda da non essere soggetta, nell'immediato, a trasformazioni di umore, a eccitazioni o perturbazioni tali da modificare significativamente questo stato di pace.

La serenità è una componente rilevante nel costituire il benessere emotivo dell'uomo; secondo alcune teorie essa è talmente rilevante da costituire la condizione necessaria e sufficiente per la felicità dell'essere umano.


giovedì 4 marzo 2010

giovedì.

Stamattina, in ritardo cronico, incrocio lo sguardo e l'anima di un vecchietto. Questo vecchietto, che ho soprannominato Giovanni, diceva ad alta voce: "Porca mi seria. Mi avete fatto venire qui da Torino per niente!". E subito ho pensato tra me e me: Bravo Giovanni, si faccia le sue ragioni! Ma poi il caffè di qualche minuto prima è entrato in circolo e ho realizzato che noi siamo già a Torino. E che Giovanni ahimé stava semplicemente delirando. Povero Giovanni. C'è tuttavia posto anche per lui nel pc e nella mia mente.

mercoledì 3 marzo 2010

mercoledì.

Oggi ho inserito il nome Clarissa. Questo nome - Clarissa - mi ricorda una tartarughina d'acqua dolce che tenevo in casa tanti anni fa. Alle elementari. Questa Clarissa era molto agguerrita e fisicamente forte. A differenza di Nerina, che è spirata too soon. Con Clarissa mi divertivo un sacco. Era una bestiolina vivace: vinceva sempre le gare di velocità nella vasca da bagno contro le altre tartarughe. E una volta è riuscita a spaventare a morte Cinzio - il mio povero gatto - fino a farlo scappare precipitando a peso morto giù dal tavolo della cucina.

martedì 2 marzo 2010

martedì.

C'è un tizio a un incrocio qui del mio quartiere che se ne sta tutto il giorno fermo a un semaforo. Ha in testa un cappello di lana nero e indossa un osceno cappotto senza pantaloni sotto. Credo porti anche le pantofole. Questa cosa delle pantofole mi ossessiona. Tra l'altro rientra anche in uno dei miei sogni ricorrenti, penso diffuso, cioè il fatto di uscire per strada in pantofole. Mi spaventa l'idea, mi dà un senso di mortificazione, di pena, di precarietà estrema. Così lui mi restituisce alla sola vista tutte queste sensazioni dolorose. In più si mostra allegro e batte le mani. Questo mi rattrista ancora di più. L'ho soprannominato Alfredo. Ho inserito il nome Alfredo. Nel PC e nella mia memoria. Mi dispiace per lui.

lunedì 1 marzo 2010

lunedì.

Ci sono i giorni in cui si è pieni di energie e pronti a tutto. Altri in cui io invece personalmente mi sento un cappotto vuoto senza la persona dentro. Oggi è uno di questi. Così questo cappotto fantasma si aggirava per la città e inseriva il nome: Alice. Ho conosciuto tante persone di nome Alice. Perciò non penso a una sola o due Alici. Penso a un mondo di Alici, in verità. Tutte le Alici che ho conosciuto (compresi i pesci azzurri) avevano e hanno ottime qualità. Non so se è un caso, ma più o meno tutte mi erano parse persone equilibrate e intelligenti. Come lei, le Alici che ho conosciuto, pur in un mondo pieno di cose strane e a volte insidie, hanno mantenuto una certa lucidità.